flusso di coscienza

11 Aprile 2009

Appena sveglio, mi piace molto rimanere a fissare il punto in cui il soffitto e il muro si incontrano. Bianco su bianco, uguali eppure separati. Lo fisso a lungo, immobile, come fossi senz’arti, mentre sento il tempo scivolare via al ritmo del battito del mio cuore.

Così mi osservo come un estraneo, finché la vita non mi richiama a sé, sotto forma di rumore che infrange l’atmosfera cristallizzata e fragile che caratterizza il periodo che, dal termine del sonno, va fino al risveglio vero e proprio.

Un limbo, fuori dalla coscienza, dal tempo e dallo spazio, in cui immagini del passato, sogni, speranze e paure future danzano promiscui, indistinguibili; interrotti da momenti di nulla, senza capire dove finiscano i primi e inizino i secondi.

È uno stato di emozione e di ansia: quelle di quando si osserva di nascosto una cosa segreta, bellissima e spaventosa; un momento effimero in cui si sente di avere a disposizione la risposta a qualunque domanda, senza però avere la volontà di afferrarla.

Come un albero sul quale raccogliere distrattamente pochi frutti inconsapevoli, che si apprezzeranno e gusteranno solo una volta tornati coi piedi per terra.

dicono che con un sisma come quello abruzzese, in giappone non cadono neanche le fioriere. forse perchè in giappone il cemento armato è cemento armato, non una miscela sparagnina di acqua e sabbia. forse perchè in giappone i collaudi li fanno davvero invece di intascare mazzette dai costruttori per dire che va tutto bene. forse perchè in giappone hanno saputo separare il business dei costruttori dalla necessità di ogni uomo di vivere e sopravvivere.

nessuna società è perfetta, ovviamente. prendere in considerazione una realtà diversa deve soltanto spingerci a capire quali sono i nostri errori. nessun modello è importabile dall’estero come un prefabbricato. però deve farci pensare che è possibile operare in altro modo.

non sono riuscito a dispiacermi per l’abruzzo. la rabbia ha prevalso su tutto. perchè è una tragedia e non sarà l’ultima e i responsabili non pagheranno. magari qualche pesce piccolo, molto piccolo. all’italiana. cambiare tutto perchè tutto resti uguale.

in realtà a noi italiani non ci interessano i morti, le vite rovinate, le case distrutte. osserviamo queste persone disperate come fosse un nuovo, estremo, reality show. aspettiamo il televoto, aspettiamo una nuova scossa o un vip in zona. e non capiamo. non capiamo che quelli siamo noi ogni giorno, in ogni possibile aspetto della nostra vita. siamo tutti a rischio perchè non controlliamo più nulla, perchè da anni abbiamo volontariamente deciso di smetterla di avere responsabilità.

l’italia dei furbi ci seppellirà tutti. e sentire quelli che l’italia dei furbi l’hanno sdoganata e difesa, a tutti i livelli, piangere lacrime di coccodrillo sul dramma abruzzese mi sembra ignobile anche per un paese alla deriva come il nostro. questa è innanzitutto la vostra italia, siatene orgogliosi.

e allora io spero che le facciano, le centrali nucleari. magari in abruzzo o in calabria. in zona sismica o sulle falde acquifere. ce la venderanno come sicure, pulite e resistenti ai terremoti. e noi abboccheremo. sì, abboccheremo perchè ci piace essre presi per il culo. sono anni che lo fanno, noi lo sappiamo e facciamo finta di niente.

bertolaso è un delinquente che a napoli truccava le discariche facendole traboccare di percolato e  poi copriva i rifiuti di sabbia e qualche polverina profumata perchè non puzzassero troppo. e stavamo per assistere a un ”vajont di percolato”. bertolaso passa per un genio dell’emergenza, della protezione civile. uno che non ha ascoltato gli allarmi degli scienziati sul terremoto, perchè dobbiamo essere ottimisti e non ascoltare queste fastidiose cassadre, chiaramente comuniste.

il problema sta a monte, come sempre in queste cose. sperare che berlusconi sia l’uomo che possa risolvere anche il minimo problema in questo paese, lui che è il principale problema di questo paese, è l’ossimoro massimo. lui, che dovrebbe essere il primo arrestato per il nuovo reato di sciacallaggio.

e allora spero che facciano tutto ciò che hanno in mente. sì, tutto: i ponti, le centrali nucleari, i piani casa.

perchè avvicinarci al baratro, e magari finirci dentro e sentire quanto fa male, forse è l’unico modo che abbiamo per svegliarci, riprendere in mano la nostra vita e il nostro paese disgraziato e andare a prenderli uno-per-uno a calci in culo per lo stato di imbarbarimento indotto in cui ci hanno fatto sprofondare per decenni.

fallisco dunque sono

10 Aprile 2009

ci piacciono i progetti fallimentari. occorre essere onesti.

altrimenti ci saremmo iscritti ad un partito politico o guarderemmo xfactor o diremmo che sono tutti ladri. e invece no. quindi qualche problema dobbiamo averlo. o forse ce l’hanno tutti gli altri, non saprei. forse non importa.

questo è un progetto fallimentare.

non farà cambiare idea a nessuno, ammesso che lo avesse mai voluto. non cambierà le cose, nè, forse, le renderà più chiare. non ci migliorerà la vita, anzi. forse ci logorerà il fegato. le uniche cose per cui impegnarsi sono la discussione e la riflessione, il senso e le parole, il buonsenso e il rispetto per l’intelligenza. la verità.

perchè la verità esiste. senza contraddittorio e senza tifo. senza par condicio e senza casacche. senza rispetto ma anche senza infamia. la verità per l’amore della verità. per non farsi prendere per il culo. la verità come rispetto supremo per se stessi e come difesa della propria salute mentale e cerebrale.

scomparsi i maestri, dobbiamo fare da noi.

astenersi idolatri, ignoranti e uomini di partito. chè già avete fatto troppi danni.

perchè questo è un progetto fallimentare. che sia chiaro.